Dopo quasi quattro mesi d’Italia so in cosa consiste il mio mal d’Africa…
Ricordo di aver chiesto a tutti i miei più cari amici di descrivermi il mal d’africa e nessuno di loro ha saputo spiegarmelo con parole e dettagli ben chiari, personalmente ora so di cosa si parla…
Sono stata in tantissimi posti negli ultimi anni, ho avuto modo di confrontarmi e vivere diverse realtà, ognuna un piccolo mondo a se e in ogni posto ho avuto anche solo per un attimo, qualche giorno o qualche settimana voglia di tornarci, questo probabilmente per il forte senso di adattamento che la mia mente, il mio cuore e il mio corpo ha sviluppato..ma l’Africa..un’altra storia.
Ricordo con amore i caraibi, e i sorrisi delle persone che con due passi di merengue vivevano la loro giornate, il rigore delle maldive, isole fuori dal mondo posizionate in un’angolo di paradiso riservato solo a pochi eletti…
ma l’Africa…non ha pari.
L’unico posto in cui scesa dall’aereo mi ha creato un senso di smarrimento, di abbandono…sono stati circa 40 minuti di strada in un’ambientazione che a tratti mi ricordava la repubblica dominicana, ma i tratti delle persone più incisivi e questa pelle molto scura rispetto alle popolazioni frequentate mi hanno fatto viaggiare con la fantasia per cadere con un forte tonfo nelle pagine reali di quel libro che racconta di persone che vivono nelle capanne di fango e paglia, di persone che non hanno neanche le scarpe per percorrere le poche strade lunghe costruite grazie al forte afflussi di turismo…ancora non sapevo che quella strada l’avrei imparata a memoria e percorsa anche nella solitudine e nel silenzio notturno che mi concedevo per staccarmi dal resto del mondo…
Africa, che mi ha sfidata e mi ha fatto vincere. Africa che mi ha messo davanti a delle prove personal, pratiche e tecniche difficili da raccontare. Africa che mi ha reso forte e mi ha dato la consapevolezza di quanto abbiamo e di quanto non dobbiamo neanche pretendere di avere.
Africa che sull’orlo della vittoria mi stava buttando fuori vincendo…Africa che dopo svariate prove mi ha accolto nella sua pancia e mi ha aperto un mondo nuovo fatto di consapevolezza, dolore e tanta forza.
Africa, che con la sua energia è in grado di assorbirti in un secondo e ributtarti fuori rigenerato da tutto e tutti.
Africa che mi ha fatto vincere la paura più grande, quella che ogni essere umano vive dentro il suo essere, Africa ove puoi essere chi vuoi, quando vuoi e come vuoi, solo tu e lei…madre terra e cielo.
Ricordo gli attimi che mi dedicavo, Pochi per colpa di un lavoro che mi ha assorbito completamente ma che meraviglia…illuminata solo dalla luna in impegnate conversazioni con le stelle sempre sotto il controllo della regina che Regna in Africa…unica e indistinta Luna.
Porsi delle domande e ritrovare le risposte in ogni cosa, negli occhi di un bambino che ti guarda con la consapevolezza di un adulto o semplicemente osservano distese di palme costellate di villaggi pitturati dai colori sgargiante dei kanga delle mamy…
l’odore dell’africa, che ogni tanto la notte passeggia sotto il mio naso…
Il colore rosso della terra che sembra non sbiadire mai, il rumore delle pietre spaccate da donne incinta con un neonato sulle spalle. Il Buio assoluto della notte disturbato da qualche lampada a olio posizionata sui tavoli con scacchiere ornate da tappi di bottiglia.
Come ho amato le notti africane, i miei tragitti nella solitudine che amavo perchè piena di risposte…spegnere la jeep in mezzo alla strada e ascoltare il mondo non ha prezzo, neanche il cd new age più in voga può dare un minimo della sensazione che quei suoni ascoltati dal vivo possono regalare.
Africa terra ove nessuno ti controlla, fuori dal “grande fratello” della vita dove devi essere ciò che gli altri vogliono tu sia. Africa che ti pone costantemente davanti ad una scelta, Scelte che ti portano oltre ogni confine…ma solo se lo vuoi. Africa, terra ove se non sei abbastanza forte da saper scegliere vieni schiacciato da tutto ciò che può anche farti stare bene…ma il bene vero è tutta un’altra storia…
Africa, terra ove ho lasciato qualcosa in sospeso senza sapere ancora esattamente cosa. Africa che tornerà ad ospitarmi e rilancio la sfida…ma questa volta mamma Africa, sarà più dura la nostra lotta personale…ma sempre con il vantaggio che hai piantato nel mio cuore…la mia estrema voglia di tornare ad essere tua…
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