I “The End” della vita. pillole.
Oggi mi sono presa una giornata di ozio puro…la mia schiena lo reclamava, ho passato la mia giornata sfogliando pagine di diari vecchi, riprendendo foto dalle scatole del passato…ho fatto un viaggio nei ricordi…da quando sono tornata non ho ancora acceso la tv…ascolto musica, scrivo…e penso a quante cose stanno per cambiare…
La vita è sempre una sorpresa, è come se prima di partire stessi sistemando quelle due tre cosine che dovevo sistemare, porte rimaste semiaperte, pagine che dovevano regalare il the end finale…
Momenti emozionanti, attimi che sembrano durare una vita…ma che in realtà svaniscono prima che ci si renda conto di cosa davvero sta succedendo…
Progetti, e sogni che prendono forma…grazie per avermi dato la possibilità di essere quello che sono…grazie.

L’atlante del Gran Kan contiene anche le carte delle terre promesse visitate nel pensiero m
non ancora scoperte o fondate: la Nuova Atlantide, Utopia, la Città del Sole. Oceana,
Tamoé, Armonia, New-Lanark, Icaria.
Chiese a Marco Kublai: – Tu che esplori intorno e vedi i segni, saprai dirmi verso quale di
questi futuri ci spingono i venti propizi.
- Per questi porti non saprei tracciare la rotta sulla carta né fissare la data dell’approdo.
Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo d’un paesaggio incongruo, un
affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s’incontrano nel viavai, per
pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo per pezzo la città perfetta, fatta di
frammenti mescolati col resto, d’istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda
e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua
nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa
smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del
tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t’ho detto.
Già il Gran Kan stava sfogliando nel suo atlante le carte delle città che minacciano negli
incubi e nelle maledizioni: Enoch, Babilonia, Yahoo, Butua, Brave New World.
Dice: – Tutto è inutile, se l’ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in
fondo che, in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente.
E Polo: – L’inferno dei viventi, non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già
qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due ci sono per non
soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di
non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:
cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo
durare, e dargli spazio.
Ti Adoro…..nn perdermi di vista, non ti perdo di vista. Ti aspetto in Africa amico mio…e allora si che potrò mostrarti ciò che davvero è importante…tante belle cose Dani…